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ALZHEIMER TRA SOCIETÀ E LETTERATURA

Settimana Nazionale Alzheimer

Gli studenti del Liceo Scientifico “Borsellino Falcone” incontrano Flavio Pagano

          

 

Zagarolo, 22 Settembre 2017

Alzheimer, argomento delicato e poco trattato. Per questo motivo alcune classi del Liceo “Borsellino Falcone” di Zagarolo, in occasione della Settimana Nazionale dell’Alzheimer, il 22 settembre, nella Sala delle Bandiere di Palazzo Rospigliosi, hanno  incontrato lo scrittore Flavio Pagano, autore dei romanzi Perdutamente e Infinito presente, che affrontano il tema della malattia.

 

Hanno aperto l’incontro alcuni specialisti della Fondazione Filippo Turati, la dottoressa geriatra Giada Tassan, l’assistente sociale Marco Calderone e la psicologa Antonella Moriconi, che hanno approfondito e spiegato gli aspetti legati alla malattia, come il manifestarsi e l’evolversi dell’Alzheimer nel tempo, i servizi che lo Stato offre alle famiglie e l’atteggiamento dei familiari nei confronti dei malati.

 

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza, che generalmente colpisce anziani, ma anche persone più giovani in forma ereditaria. I sintomi si manifestano con  la perdita di memoria e di altre abilità intellettuali in modo tale da interferire con la vita quotidiana. Infatti, i primi sintomi della malattia riguardano soprattutto la perdita di memoria a breve termine, ma a lungo andare l’Alzheimer con i suoi tentacoli si impadronisce di ogni abilità e competenza della persona, impedendo anche le azioni più semplici,come ha spiegato la dottoressa Giada Tassan.

 

A subire gli effetti dell’Alzheimer, oltre al malato, ci sono i familiari, che si devono prendere cura dell’aspetto emotivo, fisico-psicologico e anche economico, come ha illustrato la psicologa Antonella Moriconi. Fondamentale è  il ruolo del caregiver (“care” cura, “giver” chi dà), solitamente un familiare che si prende cura e si fa carico del parente affetto dalla patologia. Molto spesso sono i figli ad avere quest’incombenza, proprio come accade nel romanzo di Pagano, caregiver estremo della madre Sara.

 

La figura del caregiver è essenziale in Italia; attualmente lo Stato non riesce a far fronte a tutte le esigenze del malato di Alzheimer, spiega l’assistente sociale Marco Calderone, che ha illustrato alcuni servizi offerti alle famiglie, come il Centro Assistenza Domiciliare (CAD) e i centri diurni.

 

È stata poi la volta della professoressa Mjriam Tassan, che ha presentato Flavio Pagano: scrittore, giornalista ed editorialista, negli ultimi anni più volte è ritornato sul capitolo Alzheimer a motivo, anche, della sua esperienza personale e familiare. L’amatissima mamma Sara, infatti, è stata colpita dalla malattia, stravolgendo la routine quotidiana della vita della sua famiglia; questa vicenda, dopo i primi momenti di assoluta confusione, si è trasformata per il nostro scrittore in un percorso di riflessione e di crescita, che lo ha portato a dar vita ai suoi romanzi Perdutamente (Giunti) e Infinito presente, quest’ultimo appena uscito per la Sperling & Kupfer.

Perdutamente è basato, quindi, sulla storia vera, che si svolge in una Napoli convulsa e surreale, di una famiglia che si trova ad assistere l’anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer. Le decisioni da prendere sono tante e non sempre facili, ma alla fine figli, nuora e nipoti sceglieranno di lottare fino all’ultimo come caregivers estremi, amando perdutamente. Non ci troveremo, però, a leggere una storia facilmente strappalacrime; il tema, infatti, viene trattato da Pagano in chiave tragicomica o meglio ironica, perché, come saggiamente recita il pensiero leopardiano posto in epigrafe al romanzo, “Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo” (Giacomo Leopardi, Pensieri LXXVIII).

L’ultima fatica dell’autore continua sulla falsariga del romanzo precedente; Infinito presente è il diario di una donna che scopre di essere malata di Alzheimer, dal panico iniziale alla notizia della malattia fino alla progressiva confusione tra pensieri e ricordi perduti. Il figlio, man mano che lei si aggrava, le sta vicino e comprende, leggendo quegli appunti che mescolano realtà e immaginazione, che cosa significhi perdersi senza ritorno. Quando lei non è più in grado di continuare, lui decide di sostituirla, portando avanti quel diario e raccontando anche il suo dolore di figlio e l’amore che lo tiene unito alla madre fino alla fine.

 

L’incontro è proseguito con l’intervento degli studenti, che, in un’intervista a più voci, hanno rivolto domande relative all’opera e alla vicenda familiare dello scrittore Flavio Pagano.

 

Con questi romanzi lei va a toccare un argomento molto delicato: la malattia, che colpisce il

membro più importante della famiglia, la madre. È stato difficile per lei trattare un tema così

personale?”

Vedere che una madre non ti riconosce è fatale, è come se fosse tornata bambina. Scrivere e inventare è stata una liberazione più che un peso. Un atto di amore.

 

“Che cosa accade a una famiglia colpita dall’Alzheimer? Che cosa è stato l’Alzheimer per

lei?”

Ma la malattia non l’ho avuta io… A parte gli scherzi, è stato inizialmente pauroso perché non sapevo cosa sarebbe accaduto. È arrivato poi il momento della scelta. Qualora non ci si sentisse pronti, però, non bisogna mai colpevolizzarsi.

 

“Con quale scopo ha scritto questi romanzi? Cosa si aspetta da un ragazzo della nostra età che legge queste storie?”

Non ho avuto uno scopo ben preciso. Mi ha reso felice l’idea di aver appassionato delle persone, perché la scrittura è uno strumento di comunicazione. Il fatto, poi, che sia stata colpita dalla malattia una madre ha molto sensibilizzato il lettore.

 

“Quali sono le decisioni da prendere per una famiglia colpita dall’Alzheimer? Quanto costa

decidere di resistere fino all’ultimo?

L’amore è l’unica terapia e non solo per l’Alzheimer. Se amate qualcuno, donatevi completamente a questo.

 

“Cosa pensa dell’inefficienza dello Stato nei confronti delle persone malate?”

Questo aspetto pesa moltissimo nella vita delle famiglie, soprattutto se prive di mezzi adeguati.

 

“Quanto aiuta la letteratura?”

Molto, è liberatoria. Scrivere aiuta a essere se stessi, liberando l’inconscio.

 

“E quanto aiuta l’ironia?”

Non c’è niente di più serio dello scherzo. Il dolore non si può evitare, ma bisogna sempre trovare una strada per sdrammatizzare in modo “nobile”.

 

“Perché Napoli è una città colpita dall’Alzheimer?

Napoli ha una memoria breve pessima, quella lunga ottima… come l’Alzheimer!

 

“Non vorrei essere troppo invadente, ma alla fine sua madre l’ha ottenuta la pensione di invalidità?”

Sì, l’ha ottenuta!

 

Dai dati demografici italiani risulta che il tasso d’invecchiamento della popolazione è in costante e continua crescita, ciò significa che in futuro ci saranno più persone affette da questa malattia, prospettiva con cui l’Italia di oggi deve fare i conti. L’incontro ha avuto, perciò, lo scopo di sensibilizzare soprattutto i giovani studenti, che hanno la possibilità di cambiare il futuro, per evitare il possibile domani descritto nel romanzo Perdutamente di Flavio Pagano, il quale dice con estrema ironia: “insomma la situazione è disperata, e quindi non abbiamo che una possibilità: essere ottimisti”.

 

Eleonora Girardi VC

Giorgia Pizzicannella VC

Ornella Stocco VC

Foto di Giorgia Pizzicannella VC

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